Il prezzo di vendita svolge un ruolo secondario nel contrabbando

Il commercio illegale delle sigarette esiste soprattutto nei Paesi in cui le sigarette sono economiche e il contrabbando non incontra grossi ostacoli. Lo dimostra una ricerca dell’Unione internazionale contro la tubercolosi e le malattie polmonari.

 

I Paesi con redditi elevati nei quali le sigarette sono costose presentano una bassa fetta di mercato delle sigarette illegali rispetto ai Paesi con reddito medio e basso, in cui le sigarette sono più economiche.

Gruppi di reddito secondo la banca mondiale Fetta di mercato ai tabacchi illegali
Stati con reddito basso 17%
Stati con reddito medio 12%
Stati con reddito alto 10%

 

La fetta di mercato più grande di tabacchi illegali l’ha la Georgia col 50 percento, seguita da Uzbekistan, Bosnia-Erzegovina, Albania e Bolivia con una fetta del 40 percento o più.

Da questa ricerca risultano le seguenti deduzioni:

  • differenti livelli di prezzo fra Paesi possono dare impulso al contrabbando nel traffico frontaliero o turistico su piccola scala per opera di singoli o di piccole bande. Tali attività modificano solo in misura minima le entrate della tassa sui tabacchi;
  • molta importanza ha al contrario il contrabbando a livello mondiale su vasta scala. Qui giocano un ruolo ben più grosso del livello dei prezzi fattori come: circuiti distributivi informali, criminalità organizzata, complicità delle industrie del tabacco e corruzione. Le perdite per la tassa sui tabacchi sono rilevanti.

In Svizzera mancano i presupposti per un contrabbando su vasta scala. La corruzione non è così diffusa e la vendita di sigarette di contrabbando non è tollerata. Pertanto è infondata l’ipotesi che l’aumento del venti percento o più delle tasse sul tabacco porterebbe ad un aumento del contrabbando di sigarette.

 

Fonte

Luk Joossens, David Merriman, Hana Ross, Martin Raw, How Eliminating the Global Illicit Cigarette Trade Would Increase Tax Revenue and Save Lives, International Union Against Tuberculosis and Lung Disease, Paris 2009, www.vitalstrategies.org/publications.

 

Situazione: luglio 2016

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